Attualità

TUTTO RIGUARDO AL AUMENTO DI SENO

L’aumento di seno è un intervnto chirurgico, dove alle pazienti viene inserita una protesi mammaria di silicone. È uno tra gli interventi estetici più comuni, che vengono svolti nella nostra clinica. L’Estetika Fabjan si trova in media europea al quarto posto di numero di interventi svolti, circa 2500 interventi.
La chirurgia estetica e ricostruttiva del seno è una parte complessa della medicina e psicologia, che in molti pazienti suscita domande e dubbi. I più comuni e le risposte a questi seguono sotto e comprendono l’intera zona di interesse.

Qual’è, nel pubblico, il concetto più sbagliato riguardo l’aumento di seno?
Nell’opinione pubblica predomina la convinzione (soprattutto nel mondo maschile) che l’ingrandimento del seno significa la trasformazione di un seno di dimensioni normali in ‘bombe di sesso’. Ma la verità è completamente differente!
La maggioranza delle nostre pazienti sono praticamente senza le mammelle e in questi casi creiamo, tramite l’operazione, un seno di dimensioni normali, adeguate alle proporzioni del corpo. Si tratta per lo più di dimensioni di coppa 3 (C) ma mai più di coppa 4 (D).

Quali sono gli obiettivi che vogliamo raggiungere con l`operazione del seno?
Nella maggior parte dei casi vogliamo soddisfare contemporaneamente due richieste. Per l’aspetto relativo al corpo nudo si richiedone un seno naturale, di forma naturale, simmetriche, senza cicatrici percettibili, senza segni visibili delle protesi, morbide. La soddisfazione di queste richieste è importante per la vita intima della paziente. Con l’adeguata grandezza del seno, prendendo in considerazione le proporzioni corrette (perimetro dei fianchi, del torace, dimensioni del corpo), creiamo la figura femminile per la vita quotidiana, quando la donna è vestita, dato che per il 90% della nostra vita interagiamo vestiti.

La decisione fondamentale: vogliamo un seno »nud« oppure »vestito«?
La maggior parte delle pazienti vuole raggiungere ambedue gli obiettivi, dovendo però affrontare la decisione su qual è l’aspetto più importante: il seno naturale, ‘nudo’, oppure la grandezza del seno,’vestito’. Esempio: una donna con la componente ghiandolare quantitativamente insufficiente per poter formare, nel suo caso, una seno ‘naturale’ sufficientemente grande per corrispondere alle esigenze delle proporzioni corporali. Lei dovrà decidere tra un seno di dimensioni minori, però di forma naturale, per ‘mostrarle’, che però sono allo stesso tempo troppo piccole per la sua figura, e un impianto di protesi mammarie di dimensioni maggiori, per soddisfare le esigenze delle proporzioni corporali, e però allo stesso tempo rischiare che esse siano percettibili a corpo nudo. In questi casi si ricorre spesso a un compromesso.

Quali sono i vantaggi psico-fisici delle protesi mammarie?
I vantaggi sono soprattutto psichici, nel senso che provocano un cambiamento radicale nelle donne con un seno piccolo. Dopo l’intervento si sentono più complete, più perfette, più femminili insomma. Le protesi aiutano le donne che hanno perso una mammella per via del carcinoma mammario a superare la sensazione di invalidità. Otteniamo analoghi risultati positivi anche operando mammelle spiccatamente troppo piccole, che risulta essere il caso più frequente presso la nostra struttura. Anche le mamme giovani con i ‘sacchetti’ appassiti vogliono di nuovo le mammelle che avevano prima del parto.

Qual’è il grado di soddisfazione delle donne che hanno le protesi già inserite?
In questo campo sono stati svolti molti studi che hanno dimostrato che anche l’80-90% di donne è soddisfatto dei risultati dell’operazione e si sottoporrebbe di nuovo all’operazione in questo senso. È questa l’argomentazione più forte della soddisfazione. La causa più frequente, nei casi di insoddisfazione, sono le aspettative irreali e troppo grandi, nonostante le ampie informazioni offerte.

Che cos’è un seno ideale?
Un seno ideale è di dimensioni adeguate rispetto al fisico, di forma naturale, senza cicatrici, senza bordi visibili della protesi, simmetriche e naturalmente morbide. È difficile ottenere tutti questi obiettivi contemporaneamente, il che viene spiegato alla paziente prima dell’intervento.

Nel caso in cui non è possibile promettere un seno ideale?
Allore bisogna abbassare le aspettative della paziente al livello dei risultati realmente raggiungibili. La paziente, preparata in questo modo, ha alte possibilità di soddisfazione. Se la paziente invece non riesce ad accettare questo fatto, si offre come seconda opzione il rifiuto dell’intervento.

 

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Quali sono i gruppi di donne più numerosi che decidono di sottoporsi all`intervento di aumento del seno?
Il primo grande gruppo è composto da donne adulte che sono praticamente senza mammelle e che solamente con l’operazione ottengono il simbolo naturale della femminilità. Il secondo gruppo è composto da giovani mamme dopo i parti, con un seno cadente. Dopo i parti e l’allattamento le donne rimodellano il proprio fisico seguendo uno stile di vita sano, per il seno invece occorre l’aiuto di un chirurgo plastico.

Quali tipi di protesi sono disponibili e con che cosa sono riempite?

Sostanzialmente distinguiamo tra due tipi di protesi, ambedue fatte di un guscio di silicone, quindi il silicone è in contatto con il tessuto corporale. Le protesi fisse hanno dimensioni predefinite, determinate, e sono ripiene di gel di silicone oppure di soluzione fisiologica. Le altre protesi invece possono essere riempite ulteriormente, quando vengono inserite. Naturalmente ciò avviene durante l’operazione. Normalmente queste protesi vengono riempite con una soluzione fisiologica, cioè acqua sterilizzata con 0,9% di sale da cucina dissolto, una soluzione perfettamente accettabile per l’organismo nel caso avvenga una rottura della protesi. Il vantaggio delle protesi ripiene di silicone è nel fatto che esse assomigliano di più al tessuto mammario. Sono quindi più naturali al tatto e alla sensazione propria della donna.
Il vantaggio delle protesi riempite di soluzione fisiologica invece sta nel fatto che esse non presentano alcun pericolo per il corpo nel caso di un’eventuale fuoriuscita del liquido attraverso il guscio della protesi. Il loro difetto invece consiste nel fatto che l’acqua assomiglia meno al tessuto mammellare e la paziente avverte la protesi in maniera molto maggiore. La protesi è inoltre più percettibile al tatto.
Le protesi possono avere una superficie liscia o ruvida. L’esperienza ci suggerisce che quelle con superficie ruvida vengono accettate più facilmente dall’organismo. Con questo tipo di protesi vi sono anche minori possibilità di formazione della capsula di tessuto cicatriziale troppo marcata e di un eventuale spostamento della protesi. Negli ultimi anni utilizziamo prevalentemente le protesi con superficie ruvida riempite di gel coesivo – una sostanza non liquida che mantiene la propria forma. Un’eventuale rottura della protesi dunque non provoca la fuoriuscita del contenuto.

Inserimento sotto o sopra il muscolo?
Le protesi si possono inserire sotto il tessuto ghiandolare oppure sotto il muscolo pettorale. Consigliamo l’inserimento retromuscolare (sotto il muscolo pettorale) soprattutto nei casi in cui la paziente ha sviluppato poco tessuto ghiandolare e l’ipoderma (tessuto sottocutaneo) è sottile. In questo modo il bordo della protesi sarà meno visibile e meno palpabile, perché l’inserimento retromuscolare significa anche un coperchio più spesso sopra la protesi. In questo caso è inferiore anche la percentuale dei casi in cui vi è la formazione di tessuto cicatriziale (la capsula) troppo marcato. Il muscolo copre solo la metà superiore della protesi (il decolté), mentre la parte inferiore di una paziente molto snella è coperta solamente dalla pelle. Il bordo della protesi nella parte inferiore ed esterna che si estende verso l’ascella in questo caso può essere visibile. I svantaggi dell’inserimento retromuscolare sono: percezione di dolori molto più forti per alcuni giorni dopo l’intervento, limitate attività fisiche e sportive, perché il muscolo pettorale può spostare la protesi permanentemente (nelle prime settimane dopo l’intervento) e più tardi soltanto momentaneamente. Quando l’intervento viene effettuato ad una paziente con un seno cadente, l’inserimento della protesi sotto il muscolo viene di solito abbinato ad un sollevamento del seno. Questo può comportare una nuova cicatrice visibile verticale sotto l’areola.

Quando sopra il muscolo?
Nei casi in cui il tessuto ghiandolare e sottocutaneo risulta sufficiente per la copertura naturale della protesi, soprattutto nel caso di mammelle cadenti.
Svantaggio: maggiore possibilità della formazione della capsula cicatriziale; se la paziente più tardi dimagrisce esso può provocare la visibilità del bordo della protesi.

L`impianto mammario è un corpo estraneo?
Ogni impianto mammario è un corpo estraneo per l’organismo. Esso dunque reagisce a questo corpo estraneo formando una barriera naturale, una capsula che può, in alcune pazienti (approssimativamente nel 5% dei casi) essere di uno spessore elevato e può rimodellare la mammella, rendendola più rigida e rotonda. La capsula di per sé non compromette la salute e la si può eventualmente anche rimuovere con un intervento operatorio, se tale fenomeno infastidisce la paziente. Purtroppo non possiamo prevedere in quale paziente si realizzerà tale fenomeno. In 10 anni dopo l’operazione la percentuale di comparsa della capsula è del 15-20%.

Che cosa possiamo fare per prevenire il tessuto cicatriziale (la capsula) troppo marcato?
Possiamo effettuare un massaggio particolare (anche per più di un anno), la terapia a ultrasuoni. Se questi trattamenti non presentano esiti fortunati (1% di operati) inseriamo, con un’operazione aggiuntiva, la stessa protesi in posizione retromuscolare, dove le possibilità della ripetuta formazione della capsula sono notevolmente ridotte.

La cicatrice postoperatoria
Ogni aumento di seno con protesi comporta cicatrici. Dalla tecnica e dall’approccio dipende la loro grandezza e visibilità..Così ad esempio inserendo l’impianto dalla zona sottoascellare si crea una cicatrice di 5 cm, poco notabile. Il trend attuale è il taglio attraverso la piega cutanea sotto la mammella, per via di un trauma minore, di una minore manipolazione della protesi e, di conseguenza con complicanzioni minori.

Aumento di mammelle attraverso l`ombelico
Tale inserimento di impianto mammario è pericoloso, impreciso e presso nella nostra clinica non viene praticato.

Nel corso della vita ènecessaria un`ulteriore operazione?
La paziente riceve la garanzia a vita per un’eventuale rottura della protesi. L’85% delle pazienti sono soddisfatte dei risultati. Solamente il 15% erano dopo alcuni anni insoddisfatee per diversi motivi (capsula trppo macata, desiderio i un a protesi più grande, spostamento della protesi) sono state rioperate.

Impianti a forma di goccia oppure impianti rotondi?
Vengono usati due tipi di protesi: rotonde e a goccia (anatomiche). Il vantaggio più rilevante della protesi a goccia sarebbe un risultato più naturale. La prassi invece ci insegna che il risultato finale ottenuto usando una protesi a goccia non è significativamente diverso da quello che otteniamo usando una protesi rotonda. Per questo motivo il più delle volte scegliamo la protesi rotonda. Quest’ultima, infatti, è associata a un minor numero di complicanze: in caso di una rotazione la forma del seno non cambia e in più è disponibile ad un prezzo più economico. Inserendo la protesi rotonda sotto il muscolo, solitamente otteniamo una forma naturale del seno. L’inserimento sotto la ghiandola mammaria invece richiede spesso la protesi a goccia.

Le dimensioni del sacchetto cutaneo ed il tipo di intervento

Dopo il parto rimane spesso il fenomeno del “sacchetto appassito«. Quando il seno è flaccido, si presenta la necessità di effettuare un sollevamento abbinato ed un aumento del seno. La combinazione di incisioni e cicatrici necessarie dipende dallo stato delle mammelle e dai desideri della paziente. Nel caso in cui la paziente abbia il proprio tessuto ghiandolare per una coppa B (nro 2) e volesse aumentarla di un numero, quindi avere la coppa C (nro 3) e non ha un’eccessiva flaccidità (la distanza fra il capezzolo del seno ed il solco della mammella è inferiore a 6 cm) è possibile fare un sollevamento del seno solamente tagliando la pelle intorno all’areola, sollevando così il seno e inserendo la protesi per l’aumento del seno. In questo caso rimane una cicatrice intorno all’areola. Quando la protesi viene inserita sotto la ghiandola, la più adatta è quella a goccia, quando invece la protesi viene inserita sotto il muscolo normalmente anche la protesi rotonda dona al seno un aspetto naturale. Naturalmente è importante anche lo spessore del tessuto sottocutaneo. Se la stessa paziente volesse delle protesi più grandi, può essere considerata anche un’incisione nella piega sottomammaria oppure semplicemente un’incisione semicircolare lungo la metà inferiore dell’areola. Le protesi più grandi presentano un rischio maggiore per eventuali complicanze (seno cadente a causa di aumento di peso, bordo visibile della protesi, perdita di sensibilità del seno o del capezzolo). Una grave flaccidità (la distanza fra il capezzolo e la piega sottomammaria è maggiore a 6 o 7 cm) abbinata ad un aumento del seno di 1-2 numeri, di solito necessita il sollevamento del seno, il che richiede anche una cicatrice verticale. Questa cicatrice diventa meno visibile dopo 2-3 anni, ma rimane comunque visibile per tutta la vita. La sua visibilità dipende in gran parte dalla reazione della pelle e dalla cicatrizzazione. Se la paziente è una fumatrice, la guarigione della ferita può essere notevolmente prolungata (dimostrato da diversi studi), la ferita può persino aprirsi e di conseguenza la cicatrice si ingrandisce. Non è pertanto raccomandato alle fumatrici di eseguire quest’intervento se prima non smettono di fumare. Negli Stati Uniti viene misurato il livello di nicotina nel sangue per verificare se il paziente abbia realmente smesso di fumare.

La forma è più importante delle dimensioni?
Tante pazienti in Slovenia si interessano soprattutto alle dimensioni future delle mammelle, dopo l’operazione invece la loro preoccupazione principale è la forma della mammella. È quindi necessario essere consapevoli di questo fatto già nella fase di progettazione dell’intervento operativo. È vero sì che la maggior parte delle donne vorrebbe avere mammelle di forma ‘naturale’, il che è però un concetto molto individuale, perché ogni occhio ha il suo gusto.

Asimmetria
Tutte le donne hanno mammelle asimmetriche ed è impossibile renderle uguali al cento percento. Frequentemente la correzione dell’asimmetria implica cicatrici addizionali.

Quale tipo di protesi è più sicuro, quello a forma di goccia oppure quello rotondo?
Per quel che riguarda la salute ambedue i tipi sono ugualmente sicuri. Le protesi rotonde sembrano più indicate per le pazienti nelle quali la protesi tende a girarsi, perché in questo caso la forma della mammella non si modifica. Nel caso della protesi a forma di goccia invece la mammella, quando la protesi ruota, si deforma. È impossibile prevedere in quali casi la protesi ruoterà, sappiamo però che un focolaio infiammatorio (normalmente un granuloma dentale) può provocare la possibilità della rotazione della protesi. Anche i disturbi o i contraccettivi ormonali possono influire su questo stato. I problemi possono essere provocati anche dai piercing, perciò raccomandiamo la loro rimozione almeno una settimana prima dell’intervento.

È sicuro il silicone per il corpo umano?
Il silicone è un biomateriale ben tollerato dal corpo umano. Non provoca allergie né reazioni ed è un materiale molto diffuso nella medicina. Ognuno di noi che ha assunto un medicinale in forma di capsula con il guscio di silicone ha quindi già consumato tale materiale e si è messo in contatto con esso. Il silicone è presente nei medicinali, in ogni siringa ecc., il che significa che siamo stati praticamente già tutti in contatto con esso. La vastità dell’uso del silicone nella medicina è la prova più convincente della sua innocuità per il corpo umano.

Che cos’è la capsula e quali potrebbero essere le sue conseguenze?
Il termine capsula si riferisce al guscio, alla barriera (reazione naturale a un corpo estraneo) che l’organismo crea intorno alla protesi. In alcuni casi questo tessuto si rivela troppo appariscente, si contrae e modifica la forma della mammella, corrugando la superficie della protesi. L’ondosità della protesi per via di questo guscio, comunque imprevedibile, può causare la visibilità della protesi in qualsiasi periodo della vita. Anche la perdita di peso corporale, quando di conseguenza si assottiglia lo spessore del tessuto sottocutaneo e ghiandolare, può essere una delle cause dell’apparizione di bordi visibili o di onde della protesi che prima della perdita di peso erano invisibili.

La capsula presenta un serio rischio per la salute della paziente?
Come abbiamo già detto la capsula è una barriera cicatriziale che si crea intorno alla protesi ed è una reazione naturale dell’organismo. Un fenomeno simile si manifesta intorno alle articolazioni artificiali, ai pacemaker ecc. Ancora non si hanno risposte precise alla domanda sul perché in alcuni casi si crea un tessuto più spesso. Non e` pero` pericoloso per la salute.

Come viene percepito tale cambiamento dalla donna?
Esso può verificarsi già nei primi mesi dopo l’inserimento della protesi. Il seno diventa più consistente, rotondo e a volte anche doloroso. Nei casi più gravi è necessaria l’attenuazione o persino la rimozione del tessuto cicatriziale. Durante quest’operazione conviene inserire la protesi sotto il muscolo pettorale, se l’inserimento prima era sotto la ghiandola. La paziente viene informata, prima della prima operazione, di tutte queste possibilità per poter scegliere l’impianto correttamente.

Che cosa possiamo fare se avviene una seconda formazione di tessuto cicatriziale?
Nel caso più grave procediamo con la rimozione della protesi. In 15 anni di prassi non abbiamo avuto alcun caso di rimozione permanente della protesi per via della ripetuta formazione della capsula.

In quale modo si può prevenire la formazione del tessuto cicatriziale? Aiutano i massaggi?
Le protesi con la superficie ruvida inserite sotto il muscolo pettorale diminuiscono questo rischio. Le nostre esperienze hanno dimostrato che il massaggio, se eseguito correttamente e a tempo debito, contribuisce notevolmente all’ammorbidimento del tessuto cicatriziale. Bisogna fare particolare attenzione con gli impianti a forma di goccia.

Può l`organismo rifiutare le protesi?
Il rifiuto di un corpo estraneo dipende dalle reazioni allergiche e immunitarie che l’organismo sviluppa verso i corpi estranei di origine animale o vegetale. Il silicone invece è un biomateriale sintetico e in questo senso non provoca la reazione di rifiuto. Solo nel caso di un’infezione è di solito necessario rimuovere la protesi temporaneamente, il che non può essere considerato come una reazione di rifiuto di essa. Secondo le nostre statistiche i casi di infezioni si manifestano in meno dell’1% dei casi.

Che cosa sono i depositi di calcio che si possono manifestare nel tessuto cicatriziale attorno alla protesi? Presentano qualche pericolo per la salute?
Si tratta di sostanze calcidiche che si verificano in rari casi e non sono nocive per la salute. Possono provocare disturbi nell’esame radiologico (mammografia) ed è per questo motivo necessario informare il medico sulla presenza della protesi mammaria. In questo caso il medico sceglierà altri metodi diagnostici (TAC, ecografia, risonanza magnetica, ..)

Gli impianti mammari possono influire sulla sensibilità dei capezzoli?
L’intervento stesso può provocare alcuni mesi di iposensibilità dei capezzoli. Soltanto in rari casi tale stato risulta permanente, dipende dalla situazione anatomica. Piu` grande e` la protesi, piu` grande e` la possibilita` che si daneggiano i nervi.

È necessario che le donne con gli impianti mammari si sottopongano agli esami di mammografia?
Nella stessa misura delle donne senza gli impianti mammari. La necessità di tali esami viene decisa dal medico in base ai fattori di rischio di ogni paziente (casi di carcinomi verificatisi precedentemente in famiglia, numero di gravidanze, malattie ginecologiche ecc.). Per le donne che hanno superato i 40 anni di vita è raccomandabile sottoporsi all’esame presso un centro specializzato nelle malattie alle mammelle ogni 1-2 anni, e obbligatoriamente prima dell’operazione.

Quanto tempo resistono le protesi mammarie nel corpo?
Le protesi di silicone si usano dal 1964. Attualmente la qualità delle protesi è migliorata talmente che i produttori americani rilasciano certificati di garanzia a vita per i casi di rottura.

Quanto sono resistenti gli impianti mammari (le protesi)?
Le protesi sono testate per pressioni elevate e per ripetuti carichi di lunga durata. Ovviamente si possono rompere nei casi di pressioni molto forti, ad esempio in un incidente stradale. Nella mammografia vanno prese protezioni particolari. Non abbiamo finora avuto informazioni della rottura della protesi durante un esame mammografico.

Come può la donna percepire che la protesi si è rotta? Tale fenomeno si rivela durante un esame mammografico?
Ogni cambio nella forma, dimensione, sensazione della mammella può significare una fessura nella protesi. Esistono vari tipi di esami con cui si può verificare se la protesi presenta qualche fessura. Nel 90% dei casi la donna non percepisce la rottura della protesi e il fenomeno si accerta casualmente, durante l’esame.

Che cosa succede se la protesi si rompe?
Come abbiamo già detto, intorno ad ogni protesi si forma un tessuto cicatriziale, il che è una reazione naturale dell’organismo a un corpo estraneo. Questo tessuto impedisce la fuoriuscita del silicone (o di un’eventuale altra sostanza) nel tessuto della mammella. Soltanto nei casi in cui si verificano grandi pressioni che potrebbero danneggiare questa capsula il silicone si può espandere nel tessuto adiacente. Qui può formare dei granulomi che vanno rimossi chirurgicamente. Comunque tale fenomeno non è nocivo alla salute.

La rottura della protesi con gel coesivo non comporta la fuoriuscita del silicone, perciò spesso le rotture non vengono individuate.

Il silicone che fuoriesce da una protesi rotta è pericoloso per la salute?
In determinati casi, quando le protesi sono state rimosse per altre ragioni, sono state trovate protesi rotte ma il silicone si trovava catturato all’interno della capsula intorno alla protesi. La paziente non avvertiva alcun tipo di disturbi e non sapeva affatto di avere una protesi rotta. La rottura della capsula invece provoca il cambiamento della forma del seno ed è quindi più facile da individuare. In questo caso preferiamo sempre sostituire la protesi.

L`allattamento dalle ”mammelle di silicone” potrebbe rivelarsi nocivo?
Gli studi hanno dimostrato che i bambini che bevono il latte vaccino da un imballaggio tetrapak (quindi rivestito all’interno di una foglia di silicone) consumano più silicone dei bambini che si allattano dalle mammelle di silicone. La maggior parte delle operazioni viene comunque eseguita in tal modo al fine di non danneggiare la ghiandola stessa della mammella.

Le protesi di silicone possono provocare l`insorgenza del carcinoma mammario?
Nel 2006, quando è stato approvato l’uso delle protesi di silicone negli Stati Uniti da parte dell’istituto federale di alimentari e medicinali (FDA), sono stati rigettati, con determinati studi, tutti i sospetti e gli scrupoli precedentemente menzionati.

Qual e` l`opinione degli oncologi rispetto alle protesi di silicone e il carcinoma mammario?
Anche gli specialisti che si occupano delle malattie cancerogene alle mammelle sono dell’opinione che le protesi mammarie non causano il cancro al seno.

Può l`organismo sviluppare una reazione allergica al silicone?

In più di 30 anni di uso del silicone nel campo della medicina non ci sono state eventualità scientificamente dimostrate di reazioni allergiche al silicone, 1 caso per 1.000.000 pazienti operate.

Quali altre complicazioni sono possibili durante l`inserimento delle protesi?
Sono simili alle complicanze possibili in ogni intervento chirurgico. Si tratta di infezioni, emorragie, cicatrizzazione lenta delle ferite, complicanze anestesiologiche. Guardi anche »le informazioni e consenso per il vostro intervento«.

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